COMUNICATO ALLA CATEGORIA. “LAVORI PARLAMENTARI FERMI PER LA CRISI DI GOVERNO: REVOCATO FERMO 20-21 LUGLIO MA MANTENIAMO ALTA LA PRESSIONE”

In considerazione della conclamata crisi di governo in atto, con la quale risultano interrotti i lavori del parlamento ed in particolare della Commissione attività produttive, commercio e turismo della Camera dei Deputati, dove dovrebbe essere affrontata la questione della riforma del comparto taxi, si è ritenuto opportuno revocare il fermo nazionale del servizio previsto per le giornate del 20 e 21 luglio.

In attesa di sviluppi relativi all’attuale situazione di crisi, i rappresentanti del comparto torneranno a riunirsi nei prossimi giorni, al fine di mantenere alto il livello di attenzione sull’approvazione dell’articolo 10 del ddl concorrenza, e valutare eventuali nuove forme di protesta con la proclamazione di un nuovo sciopero.

Non siamo infatti intenzionati a concedere alcuna delega in bianco a nessun governo, per intervenire sul comparto e per noi l’unica strada percorribile è quella dello stralcio dell’articolo 10, tanto più alla luce delle numerose e vergognose commistioni che stanno emergendo grazie all’inchiesta “UBER FILES”, tra ambienti istituzionali e strutture di pressione di vario tipo, studi professionali, uomini d’affari, think tank pseudo liberali, affinché le norme del comparto taxi, vengano riscritte in favore delle multinazionali che vogliono deregolamentare il servizio pubblico: UBER, FREENOW e BOLT.

AGITAZIONI E FERMO TASSISTI, CLAAI SI DISSOCIA E INVITA GLI OPERATORI AL RISPETTO DELLE NORME

Pur comprendendo la preoccupazione dell’jntera categoria in vista dell’avvio della discussione in Parlamento del Ddl Concorrrenza, CLAAI si dissocia dai fermi spontanei del servizio messi in atto in queste ore in tutta Italia da alcuni operatori, in violazione della normativa sul diritto di sciopero nei servizi pubblici.

SCIOPERO SPONTANEO TAXI DEL 23 E DEL 24 GIUGNO A MILANO E IN ITALIA. CLAAI SI DISSOCIA DALLE AGITAZIONI PROMOSSE SENZA IL RISPETTO DELLA LEGGE

Comprendiamo le ragioni della protesta e ci siamo attivati su più iniziative per fare sentire la nostre giuste pretese ma invitiamo i tassisti a rispettare le norme di legge. Pertanto come CLAAI ci dissociamo dallo sciopero e dalle manifestazioni non autorizzate del 23 e 24 giugno 2022 a Milano e nel resto del Paese.

UBER DA DRAGHI? ANCHE CLAAI CHIEDE UN CHIARIMENTO A PALAZZO CHIGI

(ANSA) – ROMA, 31 MAG – “Riteniamo gravissima, se confermata, l’indiscrezione relativa ad un possibile incontro tra l’attuale Presidente del Consiglio Mario Draghi e il Ceo Mondiale di Uber ed il suo staff, avvenuto poche ore prima della presentazione alla stampa dell’accordo tra ItTaxi e la nota multinazionale californiana”. È quanto dichiarano in una nota Ugl-taxi, Federtaxi-Cisal, Usb-taxi, Uritaxi, Ati-taxi, Unimpresa, Fast Confsal-taxi, Tam, Claai, Satam, Or.s.a.-taxi, Uti e Atlt. “Ad oggi, a sedici mesi dall’insediamento del Governo Draghi – continua la nota – nessuno a livello istituzionale ha incontrato i rappresentanti dei lavoratori del mondo taxi, nonostante numerose e reiterate richieste di confronto e due inevitabili fermi nazionali di categoria, per chiedere la conclusione dell’iter normativo di riforma del comparto già avviato nel 2019, ed in particolare la regolamentazione dell’attività delle piattaforme di intermediazione digitale. Nella Costituzione repubblicana troviamo i sindacati ma non le multinazionali straniere: che il rappresentante di una di esse – conclude la nota – che non paga un centesimo di tasse in Italia e spesso ha violato le norme dei Paesi in cui agisce, riportando anche numerose condanne, possa essere ricevuto presso la Presidenza del Consiglio, tra l’altro nel pieno di una pretesa quanto ingiustificata riforma del settore, mentre i rappresentanti dei lavoratori sono snobbati, se confermato, sarebbe gravissimo”.